Sin city, di Robert Rodriguez & Frank Miller
.::Anna Sanna - 21 Luglio 2005::.

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Una coppia d'eccezione quella formato
dal duo Rodriguez/Miller: il primo regista del film e il secondo
autore del fumetto da cui è tratto, nonchè aiuto regista.
Una coppiata che è riuscita a rendere nel film l'atmosfera
che si respirava già nel fumetto, inadatti sia l'uno che
l'altro a stomaci troppo sensibili. Un film violento dunque,ma non
solo. La storia del grande e grosso Marv che decide di vendicare
la morte dell'unica donna che, a suo modo, lo ha amato non è
semplice romanticimo da due soldi. Le tre storie (anche se sarebbe
meglio dire tre e mezzo), si intrecciano nel quadro di una città
ultraviolenta, in cui la corruzione regna sovrana, in un'atmosfera
cupa da noir d'altri tempi che da tempo mancava sugli schermi. Ciò
che colpisce maggiormente è proprio l'impatto visivo. Bianco
e nero? No. Toni di grigio, alternati ad alcune immagini in cui
il colore brilla o rimane lievemente soffuso. Questa resa pittorica
è stata possibile, ancora una volta, grazie ai prodici del
Green Screen, la ripresa su sfondo verde (o in alternativa blu)
che ultimamente imperversa a Hollywood e da alcuni ritenuta fatale
per la recitazione, in quanto non permette agli attori di vivere
l'esperienza del set. In ogni caso, Sin City rimarrà non
solo nella storia del digitale, ma in quella dei film tratto da
un fumetto, l'unico che forse è riuscito a non trasformarsi
in un'americanata nel finale. |
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