
|
La mostra è
intitolata “Rosa Bianca: volti di un’amicizia”,
ed è dedicata alla memoria dei protagonisti dell'omonimo
gruppo di amici che si opposero al sistema di terrore nazionalsocialista
e per questo morirono. La loro resistenza, come disse Theodor
Heuss nel 1965, è “testamento è impegno”.
Questo testamento ci obbliga ad una memoria attenta perché
“dimenticanza è sciagura mentre memoria è
riscatto”, ed è per questo che gli studenti del Liceo
Dettori che frequento l’hanno voluta proporre nel Giorno
della Memoria: perché ci sembra sia necessario ricordare
la tragicità di quegli eventi, ma anche il modo in cui
è stato possibile resistere. Testimoniare una speranza.
Siamo convinti che possiamo afferrare e comprendere il presente
solo quando il passato continua a vivere in esso.
Ciò che colpisce degli studenti della Rosa Bianca è
appunto la profonda amicizia che ne era alla base. Si trattava
di un gruppo privo di convenzioni, di persone con opinioni affini,
senza una struttura organizzativa, senza determinati programmi.
Anneliese Knoop-Graf, sorella vivente di Willi Graf, dice: «La
sincera parola da amico si contrapponeva alla falsità pubblica
generalizzata, la fiducia reciproca alla diffidenza diffusa, la
libera decisione l'uno per l'altro era un valore in sé
in un epoca in cui il “cameratismo” era un imperativo».
Non è la sola citazione della mostra. In questa vengono,
infatti, presentati i protagonisti attraverso le loro lettere
a fratelli, genitori e amici, i loro diari e le testimonianze
degli amici sopravvissuti.
Divennero capaci di giudicare con coraggio la brutalità
del sistema hitleriano. Scrissero dei volantini e li diffusero,
a partire dall’università di Monaco che frequentavano,
nelle città del Reich. Tre di loro furono arrestati dalla
Gestapo mentre diffondevano il sesto volantino (Hans e Sophie
Scholl furono arrestati proprio dentro l'università; Christoph
Probst lo fu subito dopo). In quel volantino i giovani della Rosa
Bianca denunciavano l'ecatombe di Stalingrado, chiamando gli studenti
e il popolo tedesco a levarsi contro Hitler. Nel giro di pochi
giorni furono processati e condannati a morte. Tra il 1943 e il
‘45 vennero arrestati e condannati moltissimi ragazzi della
Rosa Bianca.
I volti di Hans e Sophie Scholl, Willi Graf, Christoph Probst,
Alexander Schmorell, grazie anche alla mostra e al film che ne
diffondono la straordinaria storia,ci si sono fatti familiari
e sono per noi l'esempio di come un’amicizia vissuta condividendo
tutti i vari aspetti della vita possa davvero cambiare la realtà
che la circonda.
|