Comunità: tra lavoro, musica, cinema e solidarietà
La vita di un ragazzo dal sorriso immancabile
.::Davide Cusseddu - 8 Aprile 2006::.

Sono molti i ragazzi detenuti nelle carceri italiane. Mohammed non è tra questi. Lui, sardo-marocchino di 23 anni ha scelto la comunità. In questa intervista ci ha raccontato come si svolge la vita all interno della Comunità La Collina di Serdiana, vicino a Cagliari, e la sua visione di carcere e di comunità.
Dalla chiacchierata il ritratto che appare è quello di un ragazzo maturo, impegnato nel sociale, che è riuscito a cambiare stile di vita e a scegliere la via della legalità.
La comunità non l ha afflitto, anzi, non gli manca mai la voglia di scherzare e di ridere, ma allo stesso tempo riesce ad essere serio nei momenti opportuni.
Come lui stesso dice, in comunità se ti comporti bene, puoi avere tutto . E sembra abbia ragione: si è improvvisato attore nel film Jimmy della Collina di Enrico Pau (tratto da un romanzo di Massimo Carlotto), sta lavorando alla stampa di un suo disco di musica rap ed è impegnato nella stesura di un libro.
Inoltre, forse, anche grazie alla comunità, la solidarietà verso i meno fortunati non gli manca di certo: così si è impegnato nella stampa di un disco benefit per un associazione no-profit che opera in Brasile, ha lavorato per l organizzazione di diverse cene per raccogliere fondi da mandare in Camerun e partecipa, quando può, a qualsiasi manifestazione di pace e di beneficenza.
Nonostante la condanna, il sorriso non gli manca. E non si può che provare tenerezza nel guardarlo, ad esempio, divertirsi e far divertire, nei suoi momenti liberi, i bambini come un buffo animatore.
Mohammed è riuscito a migliorarsi e forse ora sarà capace di affrontare la vita al meglio in tutti i suoi aspetti.
L intervista non può che lanciarci segnali positivi.

 

Ciao Mohammed, ci puoi raccontare come si svolge la vita all interno della comunità?

Dunque, la sveglia è fissata per le 6,30 e la colazione per le 7,00. Durante quella mezz ora si pulisce la stanza e si sistema il letto. Alle 7,30 si va a lavorare, a meno che non si abbia un lavoro al di fuori della comunità e allora si hanno anche diversi orari di sveglia.
Si lavora sino alle 13,30, che è l ora di pranzo e poi ci si riposa. Alle 16,00 si va a fare il servizio comunitario (che consiste in lavori che permettono di ripagare la giustizia dei reati commessi) e si finisce alle 18,00.
Io poi faccio dei lavori al computer legati soprattutto al campo musicale.
La cena la prepariamo noi a turno e si mangia alle 21,00. Poi alle 23,00 si va a dormire.
Il sabato invece ci si sveglia alle 7,00 e la mattina si lavora nei campi, facendo servizio comunitario. La sera si esce. Invece la domenica ci si sveglia alle 8. La mattina è dedicata a qualche lavoretto, mentre la sera si esce.

Qual è la differenza tra carcere e comunità?

La differenza sostanziale è che in carcere non fai niente. Stai sempre a letto, non ti costruisci un futuro e quando esci non ti sei reintegrato nella società. Puoi ricadere facilmente nell errore e tu stesso sei diffidente perchè pensi che la gente abbia pregiudizi nei tuoi confronti.
Nella comunità stai in mezzo alle gente, riesci a lavorare per costruirti un futuro.
Tuttavia, il carcere è meno duro perché non devi sempre sottostare a delle regole, puoi quasi fare tutto quello che vuoi, anche se non ti da possibilità per quando se ne esce.

In comunità che ambiente si trova?

Principalmente dipende dalla persona. Secondo me, l ambiente è accogliente e se ti comporti bene, puoi avere tutto.
Ogni tanto mi ritrovo a litigare con i responsabili perché spesso non siamo d accordo su molte cose. Mi hanno, però, dato la possibilità di costruire una sala registrazione e mi hanno portato in posti che mai mi sarei aspettato, come ad esempio in radio (Rai), in televisione (Videolina) e sui giornali ( La Repubblica e La Nuova Sardegna ).

Pensi realmente che la comunità possa, in qualche modo, recuperare chi ha commesso qualche reato?

Sicuramente! Da quando è stata aperta la comunità, ci sono entrati 26 ragazzi. Di quelli che ne sono usciti, ora c è chi si è sposato, chi ha figli, chi ha aperto attività, come ad esempio un ragazzo che ha aperto un ristorante in Germania. Spesso è gente che ha commesso gravi reati addirittura come omicidi, violenze sessuali, rapine a mano armata.
In comunità però, ci si deve andare convinti di cambiare vita, non la si può usare solamente per scontare la pena. Se sei disposto a cambiare, ti aiutano in tutto.
Solo uno dei 26 ragazzi non è riuscito a migliorare, ma probabilmente anche perché aveva problemi di tossicodipendenza e quindi è stato mandato in un altra struttura.
Ti cambia realmente, mizzega se ti cambia!

Credi che gli anni in comunità ti siano serviti anche come maturazione interiore?

Caspita se sono maturato! Ora, se ci penso, mi viene da ridere nel pensare a certe cose che ho fatto… Mi viene da pensare cazzo, cosa ho fatto… .
Sono maturato, ma non sono solo io a dirlo. A partire dalla pazienza: ora prima che io pensi di usare la violenza ce ne passa!

So che sei impegnato anche nel sociale. Cosa ci puoi dire al riguardo?

Io personalmente sono impegnato nel boicottaggio della Coca-Cola, in quanto sono contrario a molti comportamenti dei suoi dirigenti.
Poi ho fatto uscire un disco con degli amici di Sassari per poter aiutare La Giara Incrinata , che è un associazione che opera in Brasile. Ci lavora anche un mio carissimo amico e stanno tentando di costruire un pollaio pubblico in una zona molto povera.
Poi qui in Sardegna, partecipo ad ogni qualsiasi manifestazione di pace. Pensa che sono stato anche indagato dalla Digos perché un giorno ho preso una bandiera del Kurdistan, sono salito su un palazzo e mi sono messo a urlare: Kurdistan libero! Palestina libera!
Hanno chiamato in comunità a chiedere informazioni su di me.
Inoltre, il 18 marzo sarò alla manifestazione per la Pace a Cagliari organizzata dalla Tavola Sarda della Pace, in occasione del terzo anniversario dell inizio della guerra in Iraq.