¡Giovani sardi, have a dream!
Intervista a Bachisio Bandinu

.::Serena Salis, Giulia Marras, Andrea Gessa - 20 Dicembre 2005::.

Mente agile, sorriso invitante, parola densa e tagliente. Bachisio Bandinu, antropologo, ex direttore del quotidiano Unione Sarda, uno degli intellettuali più in vista della scena culturale non solo regionale degli ultimi anni, ha sempre qualcosa da dire. Soprattutto quando viene pungolato sui temi (la questione giovanile, la sardità, l’identità, il mondo dei consumi) che più gli stanno a cuore. Temi che abbiamo tentato di ripercorrere, seppure ridotti in pillole, nell’intervista che di seguito vi proponiamo.
Contro-mano: ¿Come vede la situazione giovanile?
Bachisio Bandinu: Voi giovani non esistete. Si dice sempre che i giovani saranno il nostro futuro ma non è così. Nelle stanze del potere non si parla mai di voi. Quando vengono prese decisioni importanti non siete minimamente presi in considerazione. Non c’è alcun interesse nell’operare una politica per i giovani. Comunque, ho analizzato a fondo questo problema nel mio libro “Lettera ad un giovane sardo”.
C-m: ¿Cosa ne pensa della televisione e dell’effetto che ha sui giovani?
B. B.: La TV condiziona a livello di consumo. Siete bersagliati da un’economia che agisce a livello sotterraneo. A seconda di ciò che indossate siete IN o OUT, come si dice. Vi adattate troppo ai prodotti pubblicizzati in un certo modo.
C-m: ¿Cosa possiamo fare per cambiare questa situazione?
B. B.: Dovreste attivare una politica vostra, fatta dei vostri sogni. Il problema, per il ragazzo sardo, più che per i suoi coetanei continentali, è che è vittima del consumo, mentre i giovani americani, per esempio, sono anche attori, cioè producono qualcosa che poi viene esportato. Per i sardi purtroppo è difficile essere la sorgente di qualcosa di nuovo.