Storia di Iqbal
.::Davide Mela - 22 Settembre 2006::.
Foto di Iqbal

Siamo in Asia, a nord dell’India, più precisamente in Pakistan. Qui ha avuto luogo la storia che brevemente voglio raccontarvi: la storia di Iqbal, un bambino di soli dieci anni, venduto dai genitori, per poter sfamare i suoi fratelli, a una donna proprietaria di una fabbrica di tappeti. Iqbal lavorava diciotto ore al giorno: si alzava quando ancora il sole non era sorto e si coricava a notte fonda. Aveva poco tempo persino per usufruire del bagno e per mangiare quel poco che gli veniva dato. I suoi capi, vista la buona capacità lavorativa, aumentarono le sue ore di servizio. Un giorno arrivò nella fabbrica un gruppo di giornalisti inglesi. Si interessarono a lui e riuscirono, col tempo, a incontrarsi clandestinamente. Infine riuscirono a farlo evadere dalla fabbrica. Iqbal si impegnò a far liberare altri bambini e i suoi amici con grande successo. Col tempo grazie a lui si formarono diverse associazioni contro lo sfruttamento minorile.
Un giorno, mentre Iqbal giocava in spiaggia con l’aquilone insieme ad un suo amico, arrivò una macchina dalla quale parti un colpo di proiettile che l’uccise. Voglio concludere con le parole di Iqbal, le quali possono far riflettere: “Il mondo è bello sempre, ma sarà ancor più bello il giorno in cui nessun bambino dovrà più soffrire perché gli adulti si dimenticano che è un bambino”.