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Guerra, guerra e ancora guerra! Il medioriente sembra non avere mai pace. La svolta della scorsa estate con il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza si è rivelata essere illusoria. Prima l’ascesa al potere di Hamas, il partito radicale islamico palestinese colpevole di numerosi attentati terroristici. Quindi la ripresa degli attacchi a Israele, con conseguente rappresaglia. Infine l’attacco degli Hezbollah, miliziani sciiti libanesi, che uccidendo due soldati israeliani e rapendone sei hanno scatenato un contrattacco che non è eccessivo definire sproporzionato. Infatti i bombardamenti sul territorio libanese non si sono limitati a colpire obbiettivi militari legati a Hezbollah, ma hanno colpito anche le infrastrutture del paese, ponti, autostrade e aeroporti, e hanno causato un ingente numero di morti e feriti fra la popolazione civile.
Lo scopo di Israele è annientare il pericolo di Hezbollah, il cui disarmo è stabilito anche da una risoluzione dell’Onu. Ma il risultato di questa guerra rischia di essere un rafforzamento dei guerriglieri sul piano della popolarità e la distruzione di quel poco di democrazia e autonomia che il Libano era riuscito a trovare. Israele ha pieno diritto a esistere e all’autodifesa, ma le sue azioni militari possono condurre a un peggioramento della situazione. Per questo uno stop a questo scontro bellico è necessario. Il modo migliore per disarmare Hezbollah è attraverso l’invio di un contingente internazionale sotto egida dell’Onu. Mentre milioni di innocenti vivono temendo bombardamenti aerei o razzi non possiamo che augurarci che la pace possa giungere presto e che sia duratura
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