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Se una mattina aprendo un giornale doveste leggere “genocidio in Canada” rimarreste esterrefatti, convinti di non aver dimenticato nessun massacro, pensando che i giorni della memoria fossero terminati. Invece no, ora non va solamente ricordato un massacro, ma va informato il mondo e va fatta giustizia per uno sterminio che ha visto la morte di 50.000 bambini nativi americani. Nel 1857 nel Canada Superiore fu enunciato il Gradual Civilization Act che affermava l’inferiorità della cultura indiana. Nel 1874 vennero istituite le scuole residenziali. Queste scuole erano dei campi di sterminio nascosti da tutte le Chiese principali, da ogni livello governativo canadese,dalla polizia, dai medici e dai giudici. Lo scopo delle scuole residenziali, nate grazie a leggi governative e amministrate dalle Chiese cattoliche e protestanti, era quello di eliminare le popolazioni indigene e di convertirle forzatamente al cristianesimo. Le scuole residenziali erano sotto il diretto controllo di un preside nominato dallo stato e dalla chiesa e nei primi del ‘900 furono conferiti ai dirigenti persino diritti di tutela legale sugli studenti. I bambini venivano strappati dalle loro famiglie che spesso salutavano per sempre, venivano torturati e uccisi, venduti a pedofili o utilizzati come cavie.
Uno dei metodi principali per ucciderli era quello di esporli a malattie contagiose e di negare loro qualsiasi cura medica. Bambini sani dormivano nello stesso letto con bambini malati di tubercolosi. William Sport superstite della scuola di Alberni racconta di essere stato costretto insieme ad altri studenti ad ingerire scatolette di cibo speciale; Sport fu l’unico a sopravvivere perché subito dopo tutti quei bambini morirono di tubercolosi. Frank Martin invece venne usato per esperimenti alla Brannen Lake Reform School, fu chiuso in una cella per 14 mesi, veniva liberato per ricevere scosse elettriche ed essere esposto a raggi x. A 18 anni il ragazzo si ammalò di cancro ai polmoni.
I bambini venivano messi gli uni contro gli altri, veniva proibito loro di parlare nella loro lingua, molte ragazze venivano stuprate e le ragazze madri violentate venivano fatte abortire dalle suore o venivano uccise direttamente. Molti sopravvissuti raccontano di sale di tortura allestite con sedie elettriche. Venivano costretti a dormire all’aperto anche d’inverno,venivano colpiti quotidianamente con fruste o tubi di ferro,venivano umiliati verbalmente e sessualmente davanti alla scolaresca. Nel 1933 fu approvata nella British Columbia il Sexual Sterilization Act che autorizzava i presidi delle scuole residenziali a consentire la sterilizzazione dei bambini indigeni. Il Dottor Darby fu pagato dall’ufficio affari indiani di Ottawa per ogni bambino indiano che sterilizzava.
Nel 2001 Kevin D. Annett segretario della “truth commission into genocide in Canada “ insieme a un gruppo di trenta persone che sono costrette all’anonimato, ha pubblicato un rapporto che mette alla luce l’olocausto degli indiani attraverso testimonianze e documenti che provano la colpevolezza del governo e della chiesa. Kevin Annett ministro di una delle chiese unitarie del Canada è stato licenziato e diffamato pubblicamente e molti indigeni che hanno collaborato alle ricerche sono stati minacciati di morte. La loro lotta però continuerà finche i responsabili non verranno giudicati dal tribunale per i crimini internazionali come afferma lo stesso Annett. Attualmente il governo Canadese ha deciso di destinare 1,4 miliardi di euro per risarcire i novantamila studenti ora per lo più sessantenni. Ognuno di loro avrà diritto a 7.200 euro più 2.160 euro per ogni anno di frequenza delle scuole residenziali oltre il primo. Se i soldi verranno accettati le cause che per anni sono andate avanti verranno dichiarate decadute.
È nota la condizione nelle riserve delle tribù indiane sopravvissute, dove regna sovrana la povertà a cui sono inevitabilmente legati alcolismo,prostituzione, micro-criminalità ecc, ed è per via di queste condizioni che i soldi stanziati dallo stato saranno accettati dalla popolazione in miseria. Ancora una volta il popolo del grande spirito è stato massacrato impunemente alla luce del giorno perché non esiste giustizia per chi nasce in una minoranza etnica.
Non un solo giorno della memoria quindi ma mille altri perché infinita può essere la crudeltà umana.
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