Fabio Casartelli (1970-1995)
.::Anthony Masserey - 21 Luglio 2005::.

Il 18 luglio di dieci anni fa, sul colle di Portet d'Aspet, nei Pirenei francesi, scompariva Fabio Casartelli, astro nascente del ciclismo italiano. Pensate un po', proprio il giorno del compleanno del grande Gino Bartali la corsa a tappe più importante al Mondo, il Tour de France, si portava via un ragazzo di soli ventiquattro anni. Promettente ciclista del team Motorola, Casartelli, entrato fra i professionisti appena due anni prima, aveva già raggiunto un traguardo strepitoso tra i dilettanti quando alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992 si aggiudicò la medaglia d'oro nella gara su strada. Sembrava l'inizio di una carriera ricca di gioie e successi e, invece, il destino ha voluto che la vita del giovane Fabio si spezzasse così precocemente per colpa di quella maledetta caduta lungo la ripida discesa di Portet d'Aspet. Il Tour che doveva celebrare la quinta vittoria consecutiva di Indurain nella "Grande Boucle" diventa così il Tour della tragedia. Morire per una gara in bicicletta…sembra inconcepibile. L'incredulità e la commozione sono unanimi. E non è stato facile per i familiari, i colleghi ciclisti, gli appassionati di sport accettare la scomparsa di Fabio. Un compagno di squadra in particolare gli renderà onore qualche giorno dopo la morte vincendo una tappa del Tour con le braccia alzate che indicano il cielo. È Lance Armstrong, lo stesso che alcuni anni più tardi riuscirà a sconfiggere il cancro e a tornare a gareggiare conquistando il record di vittorie al Tour. Anche un gruppo di amici che seguiva Fabio nella sua attività ha deciso di ricordarlo degnamente costituendo, dopo molti sforzi e sacrifici, la Fondazione Fabio Casartelli, associazione con scopi sportivi, sociali e culturali.