Donna sola
.::Kaitlyn Maring - 20 Dicembre 2005::.

Sarà che questo mondo ha rovinato tutti i sogni tuoi, sarà che ti hanno promesso il cielo in terra e hai preferito andarci a modo tuo e sarà che ora è troppo tardi per le scuse.
La voce di Domenica Bertè era già nota nella piazza del suo paese, Bagnara Calabra, quando gli italiani iniziano ad amarla col nome di Mia Martini.
Era una ragazzina ye-ye, indossava grandi scialli, portava gli scamiciati e si nascondeva dietro un'intenso trucco nero, forse per coprire un viso troppo giovane rispetto alla sua voce da jam-sessions, in grado di rivisitare grandi star come Ella Fitzgerald e Sara Vaughan.
Mimì era davvero brava, il suo primo album "Oltre la collina" fu riconosciuto dalla critica come uno dei migliori lavori mai realizzati da un'artista femminile.
I successi sono tanti. "Minuetto", "Lacrime di marzo", "Almeno tu nell'universo". La cantante vince il sondaggio di "Sorrisi e Canzoni" "Vota la voce", inizia un'intensa collaborazione con Charles Aznavour, arriva ad esibirsi al festival di Tokyo ed inizia ad accumulare premi, ma arrivano anche le censure, le critiche e i no come quello della giuria sanremese che la boccia in fase di preselezione nell'85.
La cantante vive l'esperienza del carcere, la droga e infine un brutto incidente la rende testimone della morte di due componenti della sua band.
Da quel giorno tutti decisero che Mimì portava iella, molti fuggivano al solo sentire il suo nome e tutti la evitavano.
Alla domanda "che cos'è per te la iella?" rispondeva "è peggiore dell'AIDS".
La Martini non compare più e viene completamente esclusa dal mondo dorato al quale si era adattata.
La depressione e la solitudine la portano fino al 12 maggio di dieci anni fa, Mimì è su un letto, ha le cuffie stereofoniche sulla testa e la mano protesa verso il telefono.
E' stata l'overdose e il cocktail di antidepressivi dicono i medici, ma in verità questa "Donna sola" è stata uccisa da quelle "Very Important People" che diventano icone di bontà, intelligenza e gloria ma non sono altro che alcune delle parti più inutili della società moderna. Mimì non è stata l'unica a morire per lo stesso dolore, ricordo Gabriella Ferri e Luigi Tenco, o a subire le stesse discriminazioni sono esempi Gino Paoli e Marco Masini. Nonostante tutto, la voce di Domenica Bertè continua ad essere riconosciuta e in fin dei conti le sue canzoni non hanno portato grande sfortuna, nemmeno per Elisa che osando fare il remake di "Almeno tu nell'universo" ha stravinto sulla critica.