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Sarà che
questo mondo ha rovinato tutti i sogni tuoi, sarà che ti
hanno promesso il cielo in terra e hai preferito andarci a modo
tuo e sarà che ora è troppo tardi per le scuse.
La voce di Domenica Bertè era già nota nella piazza
del suo paese, Bagnara Calabra, quando gli italiani iniziano ad
amarla col nome di Mia Martini.
Era una ragazzina ye-ye, indossava grandi scialli, portava gli
scamiciati e si nascondeva dietro un'intenso trucco nero, forse
per coprire un viso troppo giovane rispetto alla sua voce da jam-sessions,
in grado di rivisitare grandi star come Ella Fitzgerald e Sara
Vaughan.
Mimì era davvero brava, il suo primo album "Oltre
la collina" fu riconosciuto dalla critica come uno dei migliori
lavori mai realizzati da un'artista femminile.
I successi sono tanti. "Minuetto", "Lacrime di
marzo", "Almeno tu nell'universo". La cantante
vince il sondaggio di "Sorrisi e Canzoni" "Vota
la voce", inizia un'intensa collaborazione con Charles Aznavour,
arriva ad esibirsi al festival di Tokyo ed inizia ad accumulare
premi, ma arrivano anche le censure, le critiche e i no come quello
della giuria sanremese che la boccia in fase di preselezione nell'85.
La cantante vive l'esperienza del carcere, la droga e infine un
brutto incidente la rende testimone della morte di due componenti
della sua band.
Da quel giorno tutti decisero che Mimì portava iella, molti
fuggivano al solo sentire il suo nome e tutti la evitavano.
Alla domanda "che cos'è per te la iella?" rispondeva
"è peggiore dell'AIDS".
La Martini non compare più e viene completamente esclusa
dal mondo dorato al quale si era adattata.
La depressione e la solitudine la portano fino al 12 maggio di
dieci anni fa, Mimì è su un letto, ha le cuffie
stereofoniche sulla testa e la mano protesa verso il telefono.
E' stata l'overdose e il cocktail di antidepressivi dicono i medici,
ma in verità questa "Donna sola" è stata
uccisa da quelle "Very Important People" che diventano
icone di bontà, intelligenza e gloria ma non sono altro
che alcune delle parti più inutili della società
moderna. Mimì non è stata l'unica a morire per lo
stesso dolore, ricordo Gabriella Ferri e Luigi Tenco, o a subire
le stesse discriminazioni sono esempi Gino Paoli e Marco Masini.
Nonostante tutto, la voce di Domenica Bertè continua ad
essere riconosciuta e in fin dei conti le sue canzoni non hanno
portato grande sfortuna, nemmeno per Elisa che osando fare il
remake di "Almeno tu nell'universo" ha stravinto sulla
critica.
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