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Anno di grazia 1995:
gli Smashing Pumpkins, dopo un paio di dischi, tra cui l'indimenticabile
Siamese Dream, danno alle stampe una pietra miliare del rock.
Il doppio ciddì Mellon Collie And The Infinite Sadness
segna l'apice di una delle migliori band degli anni '90.
Le emozioni scatenate dall'intro e dalla seguente Tonight, Tonight,
con il loro pop-rock orchestrale di assoluto impatto, provocano
uno sconvolgimento interno all'ascoltatore che raramente trova
pari. E vengono poi amalgamate dalla potenza di brani come JellyBelly,
dal profondo hype melodico, Bodies, la mitica Zero. Il gruppo
vaga quasi senza meta attraverso tutto ciò che può
essere definito rock, spingendosi spesso ben oltre. Una ricerca
della terra promessa, o della serenità interiore. Un continuo
passare schizofrenico eppure quasi metodico da ballate romanticissime
e teatrali, come Thirty-Three o la pianistic Cupid De Locke, a
brani chitarristici, uno su tutti l'immortale Bullet With Butterfly
Wings, a brani più elettronici (Love sembra voler anticipare
i tempi di Adore), a brani al limite con il metal come Tales Of
Scorched Earth o Fuck You (An Ode To No One). I quattro si divertono
a spiazzare l'ascoltatore con il rallentamento improvviso di quest'ultima
e l'altrettanto improvvisa accellerazione senza freni al limite
del delirio di X.Y.U.
Le melodie vocali sembrano essere uscite direttamente dal cuore
di un Billy Corgan, in questo album più divinità
che artista, per entrare nei nostri e farli vibrare in risonanza.
Dopo dieci anni la potenza commovente di questo capolavoro è
rimasta immutata. Ma per essere espressa al meglio, l'unica cosa
da fare è comprare il disco.
Fin dall'intero artwork, decisamente di classe, qui non si parla
di un album, ma di un'opera d'arte. |