Nostalgia della malinconia e dell'infinita infinita Tristezza...
.::Andrea Gessa - 22 Settembre 2005::.

Anno di grazia 1995: gli Smashing Pumpkins, dopo un paio di dischi, tra cui l'indimenticabile Siamese Dream, danno alle stampe una pietra miliare del rock. Il doppio ciddì Mellon Collie And The Infinite Sadness segna l'apice di una delle migliori band degli anni '90.

Le emozioni scatenate dall'intro e dalla seguente Tonight, Tonight, con il loro pop-rock orchestrale di assoluto impatto, provocano uno sconvolgimento interno all'ascoltatore che raramente trova pari. E vengono poi amalgamate dalla potenza di brani come JellyBelly, dal profondo hype melodico, Bodies, la mitica Zero. Il gruppo vaga quasi senza meta attraverso tutto ciò che può essere definito rock, spingendosi spesso ben oltre. Una ricerca della terra promessa, o della serenità interiore. Un continuo passare schizofrenico eppure quasi metodico da ballate romanticissime e teatrali, come Thirty-Three o la pianistic Cupid De Locke, a brani chitarristici, uno su tutti l'immortale Bullet With Butterfly Wings, a brani più elettronici (Love sembra voler anticipare i tempi di Adore), a brani al limite con il metal come Tales Of Scorched Earth o Fuck You (An Ode To No One). I quattro si divertono a spiazzare l'ascoltatore con il rallentamento improvviso di quest'ultima e l'altrettanto improvvisa accellerazione senza freni al limite del delirio di X.Y.U.

Le melodie vocali sembrano essere uscite direttamente dal cuore di un Billy Corgan, in questo album più divinità che artista, per entrare nei nostri e farli vibrare in risonanza.

Dopo dieci anni la potenza commovente di questo capolavoro è rimasta immutata. Ma per essere espressa al meglio, l'unica cosa da fare è comprare il disco.

Fin dall'intero artwork, decisamente di classe, qui non si parla di un album, ma di un'opera d'arte.